Vacanze in camper, l'Italia è terza in Europa: ma il vero podio si gioca fuori stagione

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Nel 2025 il turismo open-air europeo ha registrato 413 milioni di pernottamenti tra campeggi, aree camper e parcheggi per roulotte. L'Italia è terza in classifica, con 49,1 milioni di notti, dietro Francia (154 milioni) e Spagna (49,8 milioni).


i numeri del mercato 2025
413M
Notti open-air nell'Ue
Posto Italia, 49.1M notti
67%
Concentrato in giu-ago

Un terzo posto che nasconde un problema

Il dato che dovrebbe far riflettere chi lavora nel settore non è la posizione in classifica, ma la sua distribuzione nell'anno. Il 67% dei pernottamenti europei, 277 milioni di notti, si concentra tra giugno e agosto. Il picco assoluto è ad agosto con 118 milioni di notti. A settembre si scende già a 40 milioni, a ottobre a 15, a dicembre a meno di 5.

Per chi gestisce un'area sosta, questo significa una cosa sola: gran parte della capacità dell'anno resta ferma per nove mesi, mentre nei tre mesi estivi la pressione su piazzole, servizi e accessi tocca il massimo.


La domanda open-air c'è tutto l'anno: nei Paesi che crescono meglio, come l'Austria, è stata intercettata con una strategia esplicita di destagionalizzazione.


Chi in Europa ha già affrontato il problema

Guardando agli altri Paesi del podio, emergono strade molto diverse.

Austria, quinta in classifica ma prima per organizzazione: pernottamenti passati da 5,45 a 8,8 milioni in dieci anni, un comparto da oltre mezzo miliardo di euro che sostiene fino a 9mila posti di lavoro. Il governo ha lanciato la "Camping Strategy Austria 2030", puntando esplicitamente su destagionalizzazione, qualità dell'offerta e glamping. Non è cresciuta per caso: ha pianificato la crescita.

Spagna, seconda per volumi ma alle prese con gli effetti collaterali della crescita rapida: il parco camper è quasi triplicato in dieci anni (da 48mila a 137mila veicoli), ma le regole su sosta e pernottamento cambiano da comune a comune. Il risultato sono sovraffollamento nelle destinazioni più richieste e incertezza normativa per chi viaggia.

Grecia, dove il campeggio resta marginale (meno dell'1% dei pernottamenti) e nel 2025 è arrivata una stretta netta sul campeggio libero, con multe da 300 euro in su per chi sosta fuori dalle aree autorizzate.

L'Italia, con il suo terzo posto, si trova a un bivio simile a quello austriaco: ha la domanda, ha la crescita, ma non ha ancora una strategia esplicita di destagionalizzazione a livello di sistema.


Cosa cambia per chi gestisce un'area di sosta

Il messaggio di questi numeri, letto dal punto di vista di chi un'area la gestisce ogni giorno, è chiaro: la domanda c'è tutto l'anno, va soltanto intercettata. I weekend, i ponti, il turismo di prossimità nei mesi "morti" non sono più un'eccezione per pochi appassionati: sono la leva che, Paese dopo Paese, sta separando chi cresce in modo strutturato (come l'Austria) da chi rincorre l'emergenza estiva (come la Spagna).

Un'area attrezzata per accogliere ospiti in autonomia anche a ottobre o a marzo accessi gestiti da remoto, pagamenti automatizzati, nessun bisogno di presidio fisso non insegue più la stagione: la allunga. Ed è proprio questa la differenza tra un'area che vive tre mesi all'anno e una che genera fatturato dodici mesi su dodici.

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